Beffa per molti terremotati: salta lo stop per le tasse.

Non basta la devastazione del territorio, il crollo delle case e delle stalle, il bestiame in grave difficoltà con molti capi che muoiono a causa del freddo e della carenza d’acqua, il mangime promesso e non arrivato.

Non basta che molti terremotati si sentano abbandonati dallo Stato, tanto da manifestare a Roma la loro disperazione e la loro delusione. Il 15 dicembre, il Governo ha varato in tutta fretta un decreto di intervento a proposito di tasse, determinando la sospensione per le popolazioni e le imprese colpite dal terribile terremoto che ha colpito tali zone e continua quotidianamente a seminare panico e preoccupazione negli esausti terremotati.

Bene, un provvedimento utile e umano, un aiuto concreto per le imprese impossibilitate a proseguire la loro attività e conseguentemente la produzione di reddito. Oggi dobbiamo registrare, purtroppo, l’ennesimo pasticcio del Governo che mette in forte difficoltà la imprese del territorio devastato: a causa di un errore nella formulazione del decreto, le imprese che hanno sede fisica nei territori terremotati ma sede fiscale al di fuori del territorio chiamato “cratere sismico”, non potranno beneficiare della sospensione fiscale.

Per calare nella pratica questo pasticcio, se un imprenditore ha sede fiscale in un Paese al di fuori dell’area colpita ma ha l’impresa su quel territorio, distrutta dal terremoto, non potrà usufruire della sospensione fiscale e dovrà pagare regolarmente le tasse anche se impossibilitata a proseguire l’attività.

Autore dell'articolo: Redazione

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