Tasse locali: +5,3%. Un boom nel 2010
Scritto da 100soldi • Domenica, 27 dicembre 2009 • Categoria: Fisco e Tasse
Nel 2010 le tasse locali cresceranno del 5,3% passando da 106,2 a 111,8 miliardi mentre quelle statali aumenteranno solo dello 0,7%. Lo studio è stato condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani.
Napoli prima, Campobasso ultima, ma stavolta i contribuenti del capoluogo campano avrebbero fatto a meno di questo primato. È infatti Napoli, tra tutti i comuni capoluogo d'Italia, dove la pressione tributaria locale crescerà di più nel 2010.
Ogni abitante del comune partenopeo verserà nel 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionali varie per 2.468,26 euro contro una media nazionale di 1.670,21 euro anche se il capoluogo partenopeo è da ritenere fuori classifica, visto che tra le entrate tributarie comunali annovera la tassa rifiuti, che «falsa» la classifica: da sola incide per 452,80 euro contro la media nazionale di 228,50 euro.
Al secondo posto c'è Milano con 2.425,00 euro. Al terzo posto si trova Aosta con 2.291,76 euro e al quarto posto Bologna con 2.251,23 euro.
All'ultimo posto, a livello nazionale, si trova Campobasso con soli 703,44 euro pro capite.
Nello studio, Krls Network of Business Ethics ha analizzato tutti i "balzelli" applicati dagli enti locali, intesi come sommatoria delle imposte versate dai contribuenti ai Comuni, Provincie e Regioni. Imposte che ciascun ente locale applica, per legge, ai propri residenti, sia persone fisiche che giuridiche.
Per i Comuni sono state esaminate le principali fonte di gettito quali l'Ici, l'addizionale comunale Irpef e la tariffa rifiuti urbani.
Per la Provincia, invece, l'imposta sulla Rc auto, l'addizionale sulla bolletta dell'Enel e l'imposta di trascrizione. Per la Regione, infine, l'Irap, la compartecipazione all'Iva, all'addizionale regionale sull'Irpef e la compartecipazione sulle accise della benzina.
Dallo studio dell'Associazione Contribuenti Italiani è emerso anche come gli enti locali si ripartiscono le imposte: il 54,3% va alle Regioni, il 40,6% dei Comuni ed il rimanente 5,1% alle Province.
"Le ragioni di questa crescita
secondo Vittorio Carlomagno, presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani
sono da ricercarsi principalmente nella assenza di un Garante per la sorveglianza dei tributi e della qualità dei servizi offerti. Bisogna istituire presso le Prefetture la figura di 'Mister Fisco'.
La Sua attività dovrà essere indirizzata verso tre filoni principali d'azione: la sorveglianza della tassazione degli enti locali, sia attraverso le segnalazioni dei cittadini sulla qualità dei servizi offerti dagli enti locati sia attraverso una più stretta collaborazione con la Guardia di Finanza; il coordinamento e ed il confronto con le altre istituzioni locali e nazionali nel contrasto all'evasione fiscale e all'aumento dei tributi, favorendo il dialogo tra le associazioni dei contribuenti, le amministrazioni finanziarie e gli agenti delle riscossione".



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